Nell’agosto 2006 partivo in solitaria alla volta di Bali, perla induista nell’arcipelago indonesiano, non sapevo bene cosa mi aspettasse visto che no c’ero mai stato e non conoscevo personalmente nessuno che avesse mai intrapreso questo viaggio. Le mie conoscenze erano limitate a qualche articolo letto su internet ed a una guida “lonely planet” che si è rivelata poi alquanto inesatta.
Il viaggio di andata è durato una quindicina di ore circa con scalo a Bangkok(Thailandia) e già sull’ultimo aereo, dopo che ci avevano consegnato il cartellino dellimmigrazione, facevo conoscenza con alcune delle rigide regole dettate dal governo indonesiano...la quantità massima di tabacco che potevo importare nel paese era di circa 400g, ne avevo con me un terzo in più...me la sono rischiata...oggi come oggi non lo rifarei, anche per sciocchezze del genere si rischia la galera o di dover sborsare un tot di quattrini.
All'arrivo ho anche dovuto denunciare alle autorità il possesso delle attrezzature fotografiche, in quanto avevo più di un corpo macchina, svariati obiettivi e il MacBook che avevo appena acquistato per una vacanza tuttafoto.
In aeroporto ho conosciuto una coppia di giovani Bolognesi che per la terza volta intraprendevano quel viaggio e convinto dalla loro esperienza, ho ascoltato avidamente i loro consigli...rivelatisi in seguito completamente sbagliati per le mie esigenze.
Questi simpatici ragazzi mi raccontarono che in 3 viaggi non si erano mai mossi da Kuta, la cittadina più turistica e frequentata di tutta l'isola, distante 5Km dall'aeroporto già programmata come mia prima tappa.
La sera stessa, ho cominciato a sospettare che se quello era il meglio di Bali, forse avrei fatto bene ad anticipare il mio ritorno...per le vie principali era una confusione unica, pieno di locali che facevano un gran baccano, gruppi di prostitute agli angoli delle strade e turisti perlopiù Australiani, che vagavano ubriachi fradici festeggiando tra di loro.
A riguardo di Kuta, paradiso dei surfisti per le lunghe spiagge bianche e le onde imponenti, merita una menzione l'attentato del 12 ottobre 2002 perpetrato in una nota discoteca e che tolse la vita a 190 persone, perlopiù turisti. Questo tragico evento cambiò radicalmente la vita dell'isola, che abituata al sostentamento dato dal turismo, da un giorno all'altro si è vista ridurre drasticamente lo stesso, trascinando una grande quantità di attività al fallimento e alla chiusura...lussuosi alberghi che potevano ospitare anche 300 persone erano frequentati da una ventina al massimo, portando ciò ad una riduzione consistente del personale con conseguente deterioramento dei servizi...piscine sporche, camere di alcuni alberghi vistosamente un tempo lussuosi, che ancora resistevano quasi fatiscenti, crollo dei prezzi, con le logiche conseguenze...la frase che più mi sono sentito ripetere dai balinesi in qualsiasi parte dell'isola è stata; "dopo l'attentato, tutto è cambiato...in peggio".


